Studi di Angelo Palego
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“E
il settimo mese, il diciassettesimo giorno del mese, l’arca si posò
sui monti di Ararat.” Genesi
8:4 Il Diluvio Universale, evento
mitico ma al tempo stesso storico, ha lasciato un ricordo indelebile
nella mente degli uomini. Ha cambiato profondamente la geografia e il
clima del nostro pianeta. Fu la manifestazione più grande e più
evidente della collera divina. Mai catastrofe peggiore si era abbattuta
sul genere umano e, secondo gli scritti biblici, solo il Giorno del
Giudizio supererà in distruzione e violenza il Diluvio noetico. –
Matteo 24,21-22; Apocalisse 16,14-16; 19,11-21 Unici superstiti: Noè e la sua famiglia. Otto persone in
tutto, preservati in un’ arca che misurava 300 cubiti di lunghezza
(~150 m), 50 cubiti di largezza (~25 m) e 30 cubiti di altezza (~15 m).
Non aveva una poppa arrotondata, una prua appuntita, un sistema di
propulsione o qualche genere di timone. L’arca di Noè era
semplicemente un natante rettangolare, un enorme cassone col solo scopo
di rimanere a galla. Cinque
mesi dopo l’inizio del Diluvio, l’arca si posò sui monti di Ararat,
nell’odierna Turchia e là giace ancora dopo millenni di gelido
sonno……ma ora qualcosa sta per cambiare :
l’ora del suo risveglio sembra finalmente giunta.
Il Grande e il Piccolo Ararat L’area geografica dell’Ararat
(circa 300 Km di circonferenza), che include il Grande Ararat (5165 m) e
il Piccolo Ararat ( 3925 m), fu modellata dal dito di Dio in modo che
dopo 4370 anni dall’avvenimento del diluvio riportato in Genesi cap.8
ver. 1-13, risultasse ancora possibile localizzare l’Arca di Noè con
stupefacente precisione. In altre parole, è proprio la Bibbia
che ci dice il preciso punto dove l’ Arca di Noè si fermò sul Grande
Ararat. Leggendo le Sacre Scritture (Gen. 7:11)
sappiamo che le acque del diluvio caddero verso il 2 Novembre del 2370
aEV; dopo 40 giorni e 40 notti (Gen. 7:17) la pioggia cessò e le acque
sulla terra iniziarono a ritirarsi. Dopo 110 giorni (150 giorni
dall’inizio del diluvio) l’Arca si fermò sui monti di Ararat (Gen.
8:4). Passarono altri 73 giorni, le acque
continuarono a ritirarsi e Noè potè vedere le cime dei monti (Gen.
8:5). Con una semplice proporzione matematica, a causa della differenza
di altezza fra il Grande Ararat (5165 m) e il Piccolo Ararat (3925 m),
potei stabilire l’altitudine minima di arresto dell’ Arca sul Grande
Ararat ; (4800 m “posizione A” della foto 21). Diagramma
"Fasi del diluvio Universale”.
In
Genesi 7:12 leggiamo : “E sulla
terra piovve a dirotto per quaranta giorni e quaranta notti.” Le acque
caddero quindi dal 2 Novembre al 12 Dicembre del 2370 a E.V.
Siccome in Genesi 8:3-4 è detto: “E le acque cominciarono a
ritirarsi dalla terra, ritirandosi progressivamente; e alla fine di
centocinquanta giorni le acque mancavano. E il settimo mese, il
diciassettesimo giorno del mese, l’arca si posò sui monti di Ararat.
“ questo significa che l’Arca si fermò verso il 2 Aprile del 2369
aEV permettendomi di localizzarla. Come ? Cari lettori quello che segue
è semplicemente stupendo! Seguitemi attentamente e vedrete Uno “che
è più alto dell’alto “ modellare la geografia dell’Ararat per
nascondere l’Arca di Noè nell’unico punto possibile della montagna
che possa essere identificato grazie ai versi sopracitati della Genesi. Genesi 8:5 dice: “E le acque diminuivano progressivamente fino al decimo mese. Il decimo mese, il primo del mese, apparvero le cime dei monti”. Stiamo parlando del 16 Giugno 2369 aEV; per essere in grado di vedere la cima del Piccolo Ararat che dista 11 Km dalla cima del Grande Ararat, era necessario che la stessa emergesse per almeno 100 m. Sia in Genesi 8:3 che in Genesi 8:5 è detto che le acque si ritirarono progressivamente. A questo punto il gioco è fatto! Non
ci sono altre montagne nella zona ad eccezione del Piccolo Ararat (3925
m); quindi dove è l’Arca ? Siccome furono necessari 110 giorni (150
come riporta Genesi 8:3, meno i 40 per la caduta delle acque) per
discendere dalla cima del Grande Ararat (5165 m) fino al punto di
arresto, e 73 giorni dopo l’arresto dell’Arca Noè vide la cima del
Piccolo Ararat (3925 m – 100 m = 3825 m), l’Arca dovette fermarsi ad
una altezza minima proporzionale di: 5165
– 3825 = 1340 m di differenza in
altezza tra il Grande e il Piccolo Ararat già emergente di circa 100 m. 110
+ 73 = 183
giorni di tempo per la discesa delle acque dalla cima del Grande
Ararat alla cima del Piccolo Ararat che era già circa 100 m sopra il
livello dell’acqua. 110 giorni di tempo per la discesa dell’ Arca da una quota non inferiore
all’altezza del Grande Ararat alla posizione di arresto. 1340
: 183 = x : 110 x
= 800 m L’
Arca dovette quindi fermarsi ad una altezza non inferiore agli 800 m
sotto la cima del Grande Ararat ovvero : 5165 – 800 = 4365 m
(posizione teorica) La
quota di 4365 m è solo teorica in quanto si assume che le acque si
ritirarono con ritmo costante ma sappiamo che questo non è possibile in
quanto la formazione delle fosse oceaniche, l’abbassamento dei fondali
marini e gli altri eventi causati dalla pressione provocata dal peso
dell’acqua ebbero come conseguenza una modifica sulla velocità di
prosciugamento delle Terre. Quindi, come dichiarato in Genesi 8:3 e 8:5,
le acque si ritirarono “progressivamente”, cioè con un
aumento di velocità proporzionato al trascorrere del tempo. Questo
significa che l’Arca venne a fermarsi in una posizione più alta
rispetto alla quota teorica di 4365 m, vicino alla cima del Grande
Ararat. Se
la geografia terrestre fu modificata dalla pressione provocata
dall’acqua, non poterono
gli stessi Grande e Piccolo Ararat subire variazioni di altezza che
invaliderebbero quanto sopra ? I
calcoli riportati non sono basati sulla altezza di una piuttosto che
dell’altra montagna ma sulla differenza di quota fra le due. A
motivo della ridotta distanza che separa i due monti, qualsiasi
variazione in altezza avesse subito il Grande Ararat, l’avrebbe
verosimilmente subita anche il Piccolo Ararat mantenendo quindi la
differenza di quota pressochè costante. IL FORMATORE DEI MONTI
(Amos
4:13) Ma su quale lato della montagna l'Arca si è fermata? Leggiamo dalla Bibbia il capitolo 8 della Genesi.
Studiando
Gen. 8:1-3, abbiamo notato come l’Arca aveva una
sola finestra su un lato. Infatti in Gen. 8:6 si legge: “……
Noè apriva la finestra
dell’Arca che aveva fatto”. “LA”
è un articolo determinativo. Non è scritto “una” finestra, ma
“la” finestra. Gen. 8:8
“Più tardi mandò fuori di presso a sé una colomba per vedere
se le acque erano diminuite sulla superficie del suolo”. E’ evidente
il fatto che con una sola finestra Noè era in grado di vedere solo di
fronte e non poteva sapere come fosse la situazione sui lati e sul retro
dell’Arca. Gen. 8:13
conferma la conclusione che l’Arca avesse una sola finestra, infatti
si legge: “e Noè toglieva la copertura dall’arca e guardava, ed
ecco, la superficie del suolo si era asciugata.” Quando Noè
tolse la copertura dell’Arca e potè salire sul tetto, fu in grado di
ruotare a 360° e finalmente riuscì a vedere che la terra
tutt’intorno era asciutta.
Alcuni
pensano che l’Arca di Noè avesse un sistema di finestre multiple che
si sviluppava sui quattro lati ed identificano tale sistema con la
parola biblica “TSOHAR”. Se così fosse è chiaro che la
localizzazione dell’Arca grazie all’unica finestra laterale non
avrebbe senso. Altri
pensano che il TSOHAR fosse invece una apertura sul tetto che
permettesse il passaggio della luce ed il circolo dell’aria e
rimangono dell’idea che l’Arca avesse una sola finestra. I fatti
sono a favore di quest’ultima ipotesi. Una
simulazione ha dimostrato come la diffusione della luce sarebbe stata
ottimizzata attraverso uno Tshoar sul tetto : Tshoar sopra il tetto Tshoar sotto il tetto Innumerevoli
testimoni oculari hanno riprodotto gli avvistamenti
dell’ Arca posizionando il Tsohar sul tetto ed assegnandole una forma
come la seguente:
E’ chiaro che l’Arca aveva una
sola finestra negli alloggi di Noè, e attraverso quella finestra potè
vedere le cime dei monti. Ora la
domanda che sorge è: Perché Dio fece costruire una nave con una sola
finestra contro ogni logica di progetto ? La ragione è semplice: Noè
doveva avere un ristretto angolo di visuale ma comunque sufficiente per
vedere le “cime” dei monti (Gen. 8:5); il chè ci dice a noi che
l’unica posizione possibile doveva essere la “posiziona A”. Considerando che nella circonferenza
di 3 chilometri attorno all'Ararat, c'è solo il piccolo Ararat che
dista 11 chilometri in linea d'aria dal Grande Ararat, avendo una sola
finestra Noè doveva trovarsi sul lato opposto del Grande Ararat (lato
Nord-Ovest) quindi fare asse unico con la finestra, la cima del Grande
Ararat, e la cima del Piccolo Ararat.
Ogni altra montagna emergente di cento metri sopra il livello del mare e superiore ai 3800 m di quota era impossibile da vedere! Erano tutte troppo distanti. L'unica più vicina è il monte Aragatc alto 4090 m e si trova a 90 km di distanza, ma quasi impossibile da vedere vedi studio.
In questa foto si può notare che le uniche cime che Noè potè vedere dall'angolazione stretta della sua finestra erano le due cime del grande e piccolo Ararat. Nel
Luglio del 1840 il Monte Ararat (vulcano) esplose e l’Arca , lunga 156
m, si spezzò in due pezzi.Il pezzo B, 100 m, scivolò giù dai 4800 m
di altezza (posizione A) fino ad arrivare a 4300 m. Coperto da neve e
ghiaccio, di tanto in tanto diviene parzialmente visibile nei periodi
estivi. Nello
scivolare, dal pezzo B si è distaccato il piano di base che ha
proseguito la discesa fermandosi in un braccio laterale del ghiacciaio
Parrot a 4065 m di altezza da dove Fernand Navarra nel 1955
estrasse delle travi che furono datate da quattro Istituti di fama
mondiale a 4366 anni fa; esattamente l’epoca del diluvio biblico. Questo permise a Noè (dentro
l’Arca con una sola finestra) di intravedere il Piccolo Ararat dalla
posizione A
(4800 m) e a me, con una semplice triangolazione, di localizzare
l’Arca con assoluta certezza. FOTO
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La leggera inclinazione della
montagna nella posizione A permise probabilmente ai liquami degli
animali di allontanarsi dal posto dove Noè e la sua famiglia viveva che
era l’estremità dell’Arca con la finestra rivolta verso le cime.
Ancora una volta il “dito di Dio” ha agito modellando le montagne
così che Noè e la sua famiglia potessero rimanere nell’Arca dal 2
Aprile 2360 aEV al 12 Novembre 2369 aE.V
ovvero per 220 giorni , in armonia con il racconto biblico. Guardando questa mappa si nota
uno stupefacente pianoro lungo 600m e largo 200 m pari a 15 campi da
calcio, dove l’arca si fermò in posizione A.
Quando Noè uscì dall’Arca, gli
animali poterono trovare spazio ed erba per mangiare a sufficienza.
Sequenza Diluvio
CONCLUSIONE
Con
la pubblicazione di quest'opera, il mondo intero è posto di fronte ad una
realtà sconvolgente: il diluvio universale, con le acque al di sopra delle
montagne più alte allora esistenti. La
prossima spedizione avrà come obiettivo il recupero dei reperti in legno già
localizzati o in altri luoghi. Vi
invitiamo a seguire l’avventura piu’ affascinante e coinvolgente che la
storia umana abbia mai vissuto e a prepararvi ad un cambio di rotta che il
mondo scientifico ed archeologico sarà costretto ad effettuare obbligato
dalle ulteriori prove che fra breve peseranno sulla sapienza di questo mondo
quanto un macigno su un velo di polvere.
Attestato
dall'accademia Tecnologica di Armenia
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